Ciao, mi chiamo Carlo, sono nato l’11 giugno 1986 e sono vissuto a Firenze, nel quartiere di Novoli dove ho frequentato tutte le scuole ed il locale gruppo scout del CNGEI (scout laici appartenenti alla FIS e riconosciuti dagli organismi internazionali WOSM e WAGGGS).
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Ho frequentato il Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci di Firenze fra il 1999 ed il 2005 maturandomi con 80/100 con una tesina sulla Liberazione di Firenze dal nazi-fascismo nell’estate del 1944.
La passione per quel momento di così alto civismo e partecipazione politica mi ha probabilmente spinto nel settembre successivo ad iscrivermi alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Ateneo fiorentino. Durante i miei studi universitari ho però scoperto una inaspettata passione per lo studio dei sistemi elettorali e del comportamento umano in situazioni complesse e, contemporaneamente, un interesse verso le metodologie della scienza economica e della statistica applicata alle scienze sociali.
La mia tesi dal titolo “Alle origini di una teoria economica della politica: il Teorema dell’elettore mediano nei testi di Black e Downs”, discussa il 15 dicembre 2009 con voto 105/110, è il frutto proprio di queste mie pasioni.
Agli stessi motivi si deve imputare la mia scelta di trasferirmi a Bologna per seguire un corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche (Economia, Industria ed Istituzioni Finanziarie – EIIF per gli amici) che ho iniziato a frequentare nel settembre del 2009.
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Fin dalla tenera età di 8 anni ho frequentato gli scout del CNGEI prima come educando e poi come educatore.
Sono stato Capo Reparto del 1° Rep. “Diavoli Rossi” per due anni (2007-2009) ed ho partecipato a due campi di formazione per capi educatori, conseguendo il brevetto Wood Badge, riconosciuto a livello internazionale.
Attualmente sono Incaricato Regionale toscano per la Branca Esploratori/trici.
Fare l’educatore è stato il mio modo per partecipare alla vita della comunità, per sentirmi attivo e protagonista della vita civile di questo paese. Un’esperienza unica e bellissima, che solo chi è stato scout, chi ha seduto attorno ad un fuoco, chi ha preso la pioggia e si è riparato sotto una tenda a ridere e cantare con gli amici, i fratelli, chi ha visto le stelle dalla cima di un monte probabilmente può capire. Un’esperienza unica però anche per l’incontro e la vicinanza con tanti ragazzi e ragazze (11-16 anni) che ti danno una carica, un’entusiasmo e un’allegria che ho trovato da poche altre parti. Un’esperienza totalizzante e penetrante che ti resta dentro indelebile.
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Sono un appassionato di informatica ed in particolare mi piace sviluppare pagine web e baloccarmi con il Sistema Operativo Open Source GNU/Linux.
Fin da ragazzino mi sono sempre divertito a pasticciare con il computer (che poi andrebbe chiamato calcolatore). Già alle elementari avevamo un 386 portatile. Poi in casa è arrivato il Pentium con Win95, quindi un Pentium 3 con il ’98 ed infine un AMD Athlon con XP. Quando mi sono iscritto all’università mi sono comprato un Acer portatile, ma dopo appena un anno la mia strada si è imbattuta nel MacBook: è stato amore a prima vista e ormai siamo compagni inseparabili. Finalmente avevo trovato un Portatile (con la P maiuscola): leggero e potente, ma soprattutto senza “Finestre” che lo rallenti orribilmente impedendo qualsiasi semplice operazione in nome di una supposta maggiore automazione e sicurezza.
Linux l’ho incontrato alle superiori, prima con Mandriva e Fedora Core, poi con Ubuntu. Non sono un grande esperto, anche se, anno dopo anno, tentativo dopo tentativo, oggi penso di essere quasi pronto al grande salto: abbandonare Mac OSX per GNU/Linux. Una cosa è certa: Windows dovrà sudare per riconquistarmi, e i suoi ultimi sistemi operativi (Vista in primis) certo non hanno fatto che convincermi a starne alla lontana. Sono fermamente convinto di una cosa, un calcolatore serve per fare quello che voglio io, meglio e in minor tempo di come lo avrei potuto fare senza usare una macchina: quando sento qualcuno infamare quel pezzo di ferro e plastica che gli sta davanti l’unico mio pensiero può essere solo – cambia Sistema Operativo e vedrai come sarà tutto più semplice e meraviglioso.
Si prova un indescrivibile senso di libertà a potersi collegare alla rete wireless di Ateneo senza che il computer ti chieda un milione di volte se sei sicuro di volerti collegare, nonostante i molti pericoli che si nascondono nella rete: se te l’ho chiesto fallo no?! Pensi di saperne più di me brutto stupido ammasso di ferraglia??!! O nel poter cestinare un file senza dover dire ogni volta “sì sono proprio sicuro di voler fare quello che ti ho appena detto di fare”: ma il vostro cestino della carta, quello che tenete sotto la scrivania, vi chiede ogni volta se volete davvero buttare il giornale del giorno prima o ve lo lascia fare in santa pace? Sono domande che bisognerebbe farsi ogni tanto.
Attualmente lavoro con un MacBook 2.1 sul quale sono installati Mac OSX 10.4 ed Ubuntu 10.04.
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