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AlfaBeto Vendola

Davvero un bell’intervento di Nichi Vendola alla manifestazione di Sabato scorso a Roma.

Mi piace molto e mi affascina il suo concetto di popolo, di racconto, di narrazione. Hanno un sapore antropologico, di ritorno alle origini, di nonni e di padri che raccontano storie accanto ad un fuoco scoppiettante, di cantori che narrano le leggende di popoli e di mondi… Usa popolo, pur contrapponendolo a populismo con cui identifica (a ragione) lo stile berlusconiano: la cosa è piuttosto strana dal momento che proprio una caratteristica di un messaggio populista è appellarsi ad un popolo da contrapporre all’altro, all’alieno da se. Eppure mi sembra che Vendola lo usi con un altro senso. Nel suo stile, nel suo linguaggio mi pare che vi siano molti popoli e che ognuno abbia un suo racconto e una sua narrazione. Questo non esclude che una persona possa far parte allo stesso tempo di più popoli, ognuno con racconti in parte comuni e in parte diversi.

Proprio per questo motivo mi sembra che il tentativo di Vendola di ricondurre ad unità una Sinistra smarrita e divisa possa essere diverso da quelli finora fatti da altri. In questo caso mi sembra, infatti, che l’unione di pezzi di storie differenti in una cosa sola sia una strategia e non una tattica di corto respiro, finalizzata ad una vittoria immediata ma fugace e instabile. Mi sembra sia un tentativo cosciente e voluto che definirei “laico”.

Di pochi giorni successivi al mio post è apparso un articolo sullo stesso tema su Il Manifesto.
Mi avranno mica spiato?? ;)

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